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IL RESIDENCE:
In uno dei posti più suggestivi dell’isola, il Faro, una piccola
struttura ricettiva circondata da tremila metri quadri di aranceti e limoneti.,
tantissimi angolini arredati in modo romantico e una miriade di spazi privati
e segreti. Il giardino del Tirreno Residence è già di suo
un ottimo motivo d’attrazione, ma il contesto in cui è collocato
lo rende veramente unico. L’area del Faro, è, infatti, un’oasi
di verde a meno di ottanta metri dal mare e di fronte alla punta di Capo
Miseno ed al golfo di Pozzuoli. In lontananza chiudono il quadro il Vesuvio
ed il golfo di Napoli.
Due strutture ricettive di un piano ciascuna, con terrazzi panoramicissimi
attrezzati a solarium.
GLI APPARTAMENTI:
Ogni appartamento, al piano di giardino ha un’area aperta privata
ed attrezzata che accede direttamente al parco. Monolocali da uno a tre
posti letto e bilocali fino a cinque posti letto, tutti con angolo di cottura
attrezzato, bagno privato con doccia, angolino tv, frigobar. Giardinetti
privati, parco comune, due solarium panoramicissimi, riscaldamento invernale,
TV maxischermo con ricezione satellitare. Possibilità di servizio
pensione su richiesta.
COLLEGAMENTI:
Napoli con navi traghetto e veloci aliscafi; Pozzuoli con navi traghetto
di diverse Compagnie, e Ischia con collegamenti regolari.. Partenze frequentissime
estate e inverno.
ROMANTIC
Sembra che, in epoca remotissima un gigante andasse alla ricerca di un luogo
dove poter dormire. Trovata Procida se ne innamorò e la scelse come
suo giaciglio. Ancora oggi riposa lì sotto. In
quest’immagine risiede tutto il fascino dell’isola. Bellezza
e Mistero
La Marina della Corricella; luogo incantato e incantevole. Fuori dal mondo.
Dal mare se ne ha una visione irreale: piccolissimo presepe arroccato
sulla lieve collinetta, piccole case tutte colorate e talmente vicine
le une alle altre, da pensare che si mantengano e si soccorrano a vicenda.
Da terra è una caletta riparata, con le barche da pesca in darsena;
la sera si possono osservare i pescatori che si recano sulle loro imbarcazioni
a bordo di battellini a remi. Nella loro borsa immagini la colazione preparata
da affettuose mani femminili.
Ma basta alzare lo sguardo ed eccolo lì. Enorme fortezza in tufo;
il penitenziario di Terramurata. Ex carcere per ergastolani. Entrando,
sotto la prima volta le trovi, perfette nella totale decadenza dell’edificio,
tre impressionanti croci a grandezza d’uomo, smaltate di nero. Doveva
essere un monito……
La spiaggia del cimitero, appartata, silenziosa, intima, quasi privata;
forse la più suggestiva delle nostre isole.
Per arrivarci devi passare accanto al cimitero. Ma niente paura, sono
anime semplici; pescatori e contadini che hanno dedicato la loro vita
all’isola e che ora l’isola custodisce. Marinai che hanno
girato il mondo e adesso sono finalmente a casa…..
Le sue stradine, strette, nascoste, segrete. I palazzi ai lati sembrano
le antiche dimore ora cadenti che si possono osservare in ogni centro
storico. Portoni di legno ed ingressi a volte. Socchiusi. Se provi a sbirciare
dentro è un mistero. Enormi, profondissimi giardini, tanto ricchi
di vegetazione da sembrare bui; lussureggianti. Sembrano piccoli Eden
lontani da tutto e da tutti. Il silenzio assoluto, assurdo, rende ancora
più magica questa visione.
Procida, la più mediterranea delle isole del golfo. Fuori dagli
itinerari turistici di massa, è l’isola degli animi malinconici
e dei cuori innamorati.
Sotto l’isola di Procida, come pure ad Ischia dorme un gigante di
immense proporzioni di nome Mimonte. Ogni tanto si muove nel sonno, allora
la terra trema e l’isola si scuote tutta.
La più importante abbazia dell’isola, nel punto più
alto Terra Murata, dedicata alla Madonna, ha una seconda dedica a San
Michele.
L’episodio risale al 1535, quando alcune piccole e veloci navi appartenenti
al famoso corsaro Khair-ad-din detto Barbarossa, assalirono l’isola.
La popolazione, inerme, non potè fare altro che inginocchiarsi
e pregare. Allora comparve in cielo San Michele Arcangelo con la sua spada
fiammeggiante che accecò i pirati e li costrinse alla ritirata.
L’impressione fu tanta che in seguito, nelle sue numerose incursioni
ad Ischia del 1543 – 44, Barbarossa non osò più accostarsi
all’isola.
Tracce di questi prodigi sono custodite in vari documenti negli archivi
della chiesa.
Questa è la spiegazione di ciò che sembra curioso. L’Abbazia
della Madonna è ricchissima invece di tele ed immagini del Santo.
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